Com’è nato lo Stand Up Paddle?

Sebbene lo stand up paddle sia considerato uno sport moderno, la sua origine risale alle antiche tribù oceaniche. Nel 1778 l’esploratore inglese James Cook, primo europeo a sbarcare alle Hawaii, scrisse nei suoi diari di aver visto alcuni nativi pagaiare in posizione eretta su grosse tavole per cavalcare le onde. Quegli indigeni sarebbero diventati i pionieri di uno degli sport più trendy del nuovo millennio. La nascita del Sup è comunque avvenuta negli anni ‘50 sulle spiagge di Waikiki: i quotidiani statunitensi pubblicarono le prime foto di surfisti in azione, tra cui quella del mitico Bobby Ah Choy, il quale volle dare una prospettiva diversa ai suoi scatti e per questo si avventurò fin nei pressi di un break point (il punto più alto dell’onda) utilizzando proprio una longboard e una pagaia. Senza saperlo, Bobby aveva creato il beachboy surfing, un nuovo modo di surfare che però durò poco. Bisogna aspettare più di trent’anni per il rilancio del Sup grazie ai perfezionamenti di Laird Hamilton, considerato il più grande surfista esistente.

Oggi il Sup è praticato da tantissime persone che si divertono a sfiorare dolcemente il mare con i piedi. Le tavole, sia solide che gonfiabili, sono di varie dimensioni e in alcuni casi sono dotate anche di scassa d’albero per “motorizzarle” con una vela da windsurf. Il mare diventa una passerella per queste bellezze stilizzate, che sfilano mostrando colori accessi e un design al passo coi tempi. Eppure, c’è chi preferisce le tavole di legno più minimal, di sicuro più vintage, nel ricordo di quei pionieri hawaiani.

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